Capodanno

Un auto al tramonto.

La palla del sole abbaglia
ma si riesce a guardarla
tra le scie gelatinose
di luce rovente
che le scendono dai bordi
nel cielo liquido
di una sera qualunque di fine estate.

La sabbia nel costume,
il sale sulla pelle
e i pensieri che come sempre
mi affollano la mente.

Ogni fine è un nuovo inizio
e domani è un nuovo anno:
il capodanno di una stagione
tutta da ricominciare,
e i buoni propositi lasciamoli stare,
le preoccupazioni lasciamole stare.

Come sarà?

Come farò?

Come sarò?

Ma che ne so!

So che ogni anno che passa
capita sempre più spesso
di scoprire un me stesso
con la testa nel futuro,
pur sapendo che è un muro
che alzo tra me e la mia vita,
o un rifugio che mi scavo per evitare la partita
di un presente troppo scomodo,
di un me stesso che rimprovero,
di un impianto semaforico
che da il rosso al cambiamento.

Sul passante c’è la coda.
L’ultimo giorno di un nuovo anno:
ho una mezz ‘ora per bruciare i mobili
prima che arrivi il capodanno.

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