Via dal solido

Sabbia diventa roccia
e io mi consolido.

Divento solido.

La voce più grave,
il tono più fermo,
son più professionale.

Non basta esser sveglio:
occorre esser solido.

Occorre esser solido
e divento solido.

Parole ripetute,
ripetute parole.

Guido verso Imola
e parlo a me stesso
di cose noiose
e ripeto il mio monologo,
allenandomi la mente
a essere sempre più solido,
ad apparire più solido;
e consolido i concetti
che dirò tra quattro giorni
nelle sedi più opportune,
difendendo questo abito
sotto il quale c’è un costume.

Che pesante esser solido:
molto meglio un costume
e buttarsi in mezzo al mare
e nuotare,
cancellare le strutture
o abbandonarle sulla riva,
e nuotare in anarchia,
o volare verso Dio
con il mio parapendio.

Ah le nuvole,
le nuvole
e le termiche
e il silenzio.

Datemi un parapendio
che mi libro nell’immenso.

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