Alla vecchia Sovizzo

Questo articolo non sarà compreso dai nuovi sovizzesi, ma lo sarà da molti dei vecchi.

Sono venuto ad abitare qui con mia moglie 10 anni fa, proprio quando l’Arca di Vignaga si preparava a vincere le elezioni, di lì a sei mesi. Ci pareva di sentire un buon profumo.

Durante la campagna elettorale ho spesso parlato di un paese che ho percepito aperto. Avevo l’imprinting del sorriso di Stefano Meneguzzo quando mi offriva un bicchiere di vino, proprio come l’altro giorno. L’Adelaide, Paolo il mio vicino di casa, quanto amava ridere, e godere! (come diceva lui).

C’è anche questa Sovizzo, anche oggi, anche se si è nascosta perchè ha paura.

Dieci anni fa. Oggi.

Se ci pensiamo bene è incredibile il modo in cui le cose possono cambiare.

Quando ho accennato ai vecchi purosangue sovizzesi in quell’articolo in cui lanciavo un appello alla conciliazione del paese non intendevo certo questo…

Eppure, tutta la vecchia Sovizzo sa, e una buona parte della vecchia Sovizzo ha votato accettando questo.  Ho solo accennato alla cosa più ecclatante: in questi giorni sto imparando moltissimo.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma cosa vuoi tu da noi, a noi va benissimo così: principio di autodeterminazione dei popoli. Per un attimo me lo sono chiesto. Ma mi è tornato subito in mente quel profumo che ho sentito appena arrivato qua…

So perfettamente che questa non è l’intera Sovizzo.  Non parlo di persone, contandole, ma di comportamenti. Dentro ogni uomo e ogni donna questa non è l’intera Sovizzo.  Molti sovizzesi infatti hanno spostato il proprio voto negli ultimissimi giorni.

La buona politica è quella capace di fare uscire le migliori energie di un paese, le migliori energie di ognuno.  Ma la buona politica contemporaneamente conviene alla stragrande maggioranza delle persone, nel quotidiano.

In un sistema retto dalla cattiva politica le persone che hanno da guadagnarci sono la minor parte. Perchè tutto questo sistema ha un costo, che sono i mancati investimenti per la comunità, e soprattutto le tasse, come l’addizionale irpef. Se fai veramente bene i conti, sovizzese, sei sicuro di guadagnarci?

Ma c’è un motivo molto più importante.

Dove non c’è trasparenza c’è iniquità. Un paese non equo è un paese in cui prosperano i sospetti, le invidie e le divisioni. Quanto lui e quanto io? E’ un paese in cui si comincia a non salutarsi più, e a non uscire più di casa.

E’ questo il paese che i sovizzesi vogliono?

Io credo che la stragrande maggioranza dei sovizzesi non lo voglia.

C’è ancora una cosa, che è la più grave di tutte, ed è questa: che cosa stiamo insegnando ai nostri figli? Come devono funzionare le cose? Dov’è la giustizia, dov’è il merito? Non ci lamentiamo se i nostri giovani perdono la speranza nel futuro. Cosa dovrebbero fare? Noi siamo il loro modello! Noi insegniamo loro come vivere attraverso i nostri comportamenti.

Per questo credo che questa cosa debba interessare molto più da vicino altri nel paese che non me.

Io credo che chi può fare qualcosa per la propria terra, per i propri figli, per i propri nipoti, nella misura in cui può farlo, ha il dovere morale di farlo.

E’ naturale sbagliare, lo si fa per molti motivi prima o poi nella vita. Siamo uomini e donne. Ciò che conta non è il passato, ma il presente e il futuro. Siamo noi che lo determiniamo, ognuno di noi, come i tanti che ci stanno contattando in questi giorni. Avanti, siamo Uomini e Donne!

Manuel Gazzola

Sovizzo Post, 13 Giugno 2014

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