Il sergente

Ma chi l’avrebbe detto
che l’avrei fatto io il sergente,
io intollerante
alle regole e all’autorità.

Fanculo mio papà e il professore,
fanculo il superiore,
sempre incapace,
sempre senza nulla da insegnare.

Bè ora sono il sergente di ferro,
schiena dritta e pedalare.

Il mio ruolo è l’istruttore
di molli corpi da svezzare.

Faccio solo il mio dovere
e lo faccio niente male.

Non mi piace obbedire,
non mi piace comandare.

Odio ancora l’autorità,
quella vuota,
quella stupida,
negli altri e in me
è una vecchia lurida puttana
che usa il potere per mestiere.

No, credo invece nel dovere
di farci migliori l’un altro
e ascoltare,
come io non ho fatto,
chi già ci è passato
e trasmette un valore
che diviene un bel tratto
di un profilo scavato,
asciutto e abbronzato,
con l’occhio che ride
di una forza vitale,
fortemente incastonato,
nello splendido ovale
di Achille,
di Ulisse,
Che Guevara e Wojtyla,
che Dio padre ci vuol forti,
per cui andate avanti sempre avanti
mie ragazzi in prima fila.

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