7 Il telegramma

… continua da

Come mai non vieni?

Nessuna conferenza, e – tra l’altro – nessuna convocazione.

Manuel, cosa ti serve, un telegramma?

Marilisa, una convocazione come tutte le altre in posta certificata…

La battuta del Sindaco era provocatoria, ma ci stava.  Come ovviamente ci stava anche la mia risposta: avevo ragione io e lei lo sapeva perfettamente (per capire leggere la pagina di diario precedente).

E’ quello che è successo dopo che, nella sua scarsa gravità, mi ha però fortemente stupito, perchè mi ha detto di un modo di agire che era a me sconosciuto, e che sto cominciando a comprendere ora che muovo i primi passi in questo misterioso mondo della politica.

Sto cominciando a comprendere come le sfumature, in politica, possano diventare i rilievi più sostanziali.

Perchè si tratta di suggerire idee distorte, e di farlo appena sussurando, con un filo di voce, associando a una persona qualcosa che possa per qualche verso sporcarne l’immagine.

Un dettaglio, direbbero i più.  Ed è qui l’errore: un dettaglio studiato ad hoc entro una serie di dettagli, che diventano sostanza.

Perchè le occasioni per conoscere una persona che non conosci, che è lontana da te, sono pochissime.  Poche parole lette, un pettegolezzo, una battuta.

E’ così che nei mesi della campagna elettorale sono stato principalmente combattuto.

Ecco come entro una mail del Sindaco a tutti i consiglieri veniva distrattamente accennata la telefonata riportata in cima a questa pagina.

“Ho chiesto telefonicamente al consigliere Gazzola (…) di intervenire, ma la sua risposta è stata che attendeva una e-mail certificata o un telegramma.”

Un dettaglio quasi sfuggente.  Eppure, se leggiamo bene, dentro quella frase passata sotto gli occhi di tutti i consiglieri c’era scritto che io avrei richiesto al Sindaco di convocarmi, nel 2014, con un telegramma.  Non più la battuta del Sindaco, ma una mia richiesta impossibile, anzi, diciamolo, la richiesta di un rompicoglioni, e anzi, diciamolo meglio: la richiesta di un deficiente.

Ora, il telegramma (fantastico! devo riconoscerlo) da solo fa poco.  Ma mettiamolo insieme ad altri dieci, o cento telegrammi.

Allora, per dirne una, la questione della conferenza o dell’incontro diventava veramente l’appunto puntiglioso di un seccatore.

Ma anche, più in generale, la questione della funzione del Consiglio e dei consiglieri di maggioranza.

E, ancora più in generale, qualunque altra cosa sulla quale potrei eventualmente “seccare” in futuro, non essendo uno di quelli che accetta di divenire parte di un sistema che non condivide, ma che agisce per modificarlo nella direzione che ritiene giusta.

 

 

 

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